Come valutare attitudine comunicativa nelle persone con balbuzie? Quando si parla di balbuzie si tende spesso a concentrarsi solo sulle disfluenze, dimenticando quanto sia importante considerare anche il vissuto comunicativo della persona.
In questo articolo vediamo che cos’è l’attitudine comunicativa e quali strumenti standardizzati abbiamo per valutarla nelle diverse fasce d’età.
Breve definizione di balbuzie
La balbuzie è un disturbo della comunicazione che insorge spesso in età prescolare e, se non trattato, può cronicizzare nell’età adulta. La persona che balbetta sa con precisione cosa vuole dire, ma non riesce a esprimere fluentemente il proprio pensiero a causa di disfluenze involontarie che interrompono il normale fluire dell’eloquio.
Caratteristiche principali della balbuzie
Le principali disfluenze tipiche della balbuzie sono: blocchi, prolungamenti di suono e ripetizioni di suono ad inizio parola. Non tutte le disfluenze, però, sono indice di balbuzie: alcune ripetizioni di sillaba o parola sono presenti anche nei parlanti normofluenti.
Un’altra caratteristica importante sono i comportamenti secondari, come chiudere gli occhi, muovere la testa, battere il piede o schiarirsi la gola, messi in atto per provare a superare o evitare gli episodi di balbuzie.
Cause e prospettiva multidimensionale
La balbuzie è uno dei disturbi del linguaggio più complessi e va letta in un’ottica multidimensionale: fattori genetici, neurofisiologici, linguistici e ambientali interagiscono tra loro.
Per approfondire le cause e il modello multidimensionale, si rimanda alle Linee Guida Olandesi sulla balbuzie (2019).
Che cos’è l’attitudine comunicativa?
L’attitudine comunicativa è la percezione positiva o negativa che la persona sviluppa nei confronti del proprio modo di parlare e di sé stessa come comunicatore.
L’attitudine comunicativa è “la percezione positiva o negativa che il parlante, in base alla propria esperienza, sviluppa nei confronti della propria verbalità e di sé stesso come abile o non abile comunicatore” (Bernardini).
Quando si sviluppa l’attitudine comunicativa
- Dai 2 anni: i bambini discriminano tra produzione fluente e non fluente e iniziano a riconoscere il proprio modo di parlare, mostrando consapevolezza.
- Dai 3 anni: i bambini che balbettano tendono a sviluppare un’attitudine comunicativa più negativa rispetto ai coetanei normofluenti.
- Elevate richieste di fluenza da parte dell’ambiente possono favorire lo sviluppo di un’attitudine comunicativa negativa.

Come valutare l’attitudine comunicativa
Per valutare l’attitudine comunicativa nelle persone che balbettano, abbiamo a disposizione diversi strumenti standardizzati, specifici per fascia d’età. Di seguito una panoramica degli strumenti principali.
OASES – Overall Assessment of Speaker’s Experience of Stuttering
L’OASES è uno dei protocolli più conosciuti per indagare gli aspetti “covert” della balbuzie, cioè l’impatto del disturbo sulla vita della persona. Fornisce al clinico una misura dell’impatto complessivo della balbuzie, utile per pianificare il trattamento, monitorarne gli esiti e gestire il follow-up.
Il protocollo prevede tre moduli:
- Scolare (7–12 anni)
- Adolescenti (13–17 anni)
- Adulti (18+)
Lo strumento è somministrabile individualmente o in gruppo, per scopi diagnostici e di monitoraggio del trattamento.
Link: Overall Assessment of Speaker’s Experience of Stuttering (OASES)
UTBAS‑ITA – Unhelpful Thoughts and Beliefs about Stuttering
Questo strumento valuta i pensieri e le convinzioni disfunzionali legati alla balbuzie negli adulti, con un’ottica di tipo cognitivo-comportamentale (CBT). Aiuta a comprendere il ruolo dell’ansia comunicativa e delle credenze negative nel mantenimento del disturbo e nei risultati della terapia.

Informazioni bibliografiche su UTBAS
Bernardini, S., Onnivello, S., & Lanfranchi, S. (2024). Italian normative data for the Unhelpful Thoughts and Beliefs about Stuttering (UTBAS) Scales for adults who stutter. Journal of Fluency Disorders, 81, Article 106074.
Link utili
- Articolo completo: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0094730X2400038X
- Versione UTBAS italiana scaricabile: https://www.uts.edu.au/globalassets/sites/default/files/2020-03/utbas-italian_20200311.pdf
BAB – Batteria per l’assessment cognitivo‑comportamentale ed emotivo della balbuzie
La BAB è uno strumento versatile per bambini dai 6 ai 16 anni che permette di valutare reazioni emotive, atteggiamenti, comportamenti di evitamento e vissuto comunicativo legato alla balbuzie. Può essere utilizzata da logopedisti, psicologi e neuropsichiatri infantili sia in ambito clinico sia di ricerca.
I tre questionari della batteria
- Speech Situation Checklist (SSC): valuta reazioni emotive e disfluenze riferite in diverse situazioni comunicative.
- Behavior Checklist (BCL): individua il numero e il tipo di comportamenti di evitamento e fuga.
- Communication Attitude Test (CAT): misura le convinzioni personali del paziente sul proprio modo di parlare.

Link per informazioni e acquisto
Per maggiori informazioni e per l’acquisto: https://www.erickson.it/it/bab-batteria-per-l-assessment-cognitivocomportamentale-ed-emotivo-della-balbuzie
KiddyCAT – Communication Attitude Test for Preschool and Kindergarten Children Who Stutter
Il KiddyCAT è l’unico test standardizzato che permette di valutare il vissuto e l’attitudine comunicativa verso la propria balbuzie nei bambini prescolari (3–6 anni). È di rapida somministrazione e fornisce indicazioni preziose per la diagnosi e la scelta del percorso terapeutico.

Struttura del test
- Questionario a risposta sì/no composto da 12 item.
- Somministrazione guidata, con attenzione alla comprensione di termini come “facile” e “difficile”.
- Scoring semplice con foglio di correzione e norme di riferimento.
Link per maggiori informazioni
Maggiori informazioni sul KiddyCAT: https://www.hogrefe.com/it/magazine/kiddycat-per-la-valutazione-della-balbuzie-gia-a-partire-dai-3-anni
Valutare l’attitudine comunicativa: applicare un ascolto attivo
Valutare l’attitudine comunicativa significa andare oltre le sole disfluenze e ascoltare come la persona vive il proprio modo di parlare.
Grazie a strumenti come OASES, UTBAS, BAB e KiddyCAT, il clinico può costruire un percorso davvero personalizzato, centrato sui bisogni comunicativi reali del paziente. Se si lavora con la balbuzie o si ha un familiare che balbetta, questi strumenti possono fare la differenza nella scelta del trattamento più efficace.




