Poche settimane fa ho ricevuto una mail da una collega che ha frequentato Percorso Linguaggio l’anno scorso.
Mi scriveva per confrontarsi su alcuni articoli scientifici da utilizzare in una presentazione professionale.
Cosa mi ha colpito in tutto questo?
Non era la richiesta in sé, ma ciò che aveva costruito dopo il corso: un progetto strutturato con gli albi illustrati per potenziare le competenze espressive nei bambini della scuola dell’infanzia.
Nella sua mail ho ritrovato, tradotti in attività concrete, esattamente i principi che propongo nel modulo semantico-lessicale:
- categorizzazione semantica
- recupero lessicale attraverso giochi e indovinelli
- uso del contesto narrativo
- script.
Che felicità vedere che tutto questo non era rimasto solo teoria. Erano diventati sedute operative, materiali didattici, quaderni dei bambini.
Perché gli albi illustrati funzionano
Gli albi illustrati sono strumenti potenti per lo sviluppo linguistico perché offrono esperienze significative. Le parole non vengono apprese in modo isolato, ma dentro contesti che il bambino può comprendere, rivivere, rielaborare.
Un albo illustrato ben selezionato permette di lavorare simultaneamente su più livelli:
- arricchisce il lessico partendo da categorie vicine al bambino
- favorisce la categorizzazione semantica costruendo reti mentali più organizzate
- stimola il recupero lessicale attraverso domande e descrizioni
- rinforza la struttura morfosintattica e narrativa.
Questo è esattamente ciò che insegno in Percorso Linguaggio: come partire dal lessico per arrivare alla frase, dalla parola alla narrazione. Perché quando il vocabolario è basso, anche il livello morfosintattico e predicativo ne risentono.
Dai principi teorici alle sedute operative
Quello che mi gratifica di più come formatrice è vedere che i partecipanti non si limitano ad ascoltare. Applicano. Trasformano i contenuti in progetti concreti, adattandoli ai loro contesti di lavoro.
Dopo ogni edizione di Percorso Linguaggio ricevo feedback da colleghe che hanno iniziato a usare gli script in modo più strutturato, a proporre giochi di categorizzazione con materiali hand-made, a sfruttare le routine quotidiane per costruire reti semantiche solide.
Altre mi scrivono per raccontarmi come hanno integrato le sequenze narrative nei loro percorsi riabilitativi, lavorando prima sul linguaggio orale e poi accompagnando i bambini verso la produzione scritta.
Questo mi conferma che l’approccio funziona: partire dalle evidenze scientifiche, tradurle in strategie operative, fornire materiali concreti e versatili.

Il valore di una formazione che lascia il segno
Quando progetto Percorso Linguaggio non penso solo a trasmettere contenuti.
Voglio che ogni logopedista esca dalla formazione con strumenti immediatamente spendibili in terapia: giochi, materiali, schemi, strategie comunicative.
Per questo i tre moduli – semantico-lessicale, predicativo-narrativo, socio-pragmatico – sono costruiti con tanta pratica, video di casi clinici, esempi di attività e proposte di materiali.
Perché la teoria serve, ma è nella pratica quotidiana che si vedono i risultati.
Le professioniste che hanno frequentato il corso stanno ottenendo risultati concreti nell’arricchimento lessicale e morfosintattico dei bambini, nella stimolazione narrativa, nel potenziamento delle abilità socio-conversazionali. E questo mi riempie di orgoglio.
L’edizione 2026 in partenza
La nuova edizione di Percorso Linguaggio partirà a fine maggio.
Sarà completamente asincrona: tre moduli preregistrati, oltre 10 ore di formazione disponibili per tre mesi, con slide in PDF e accesso al portale.
Ho scelto il formato asincrono perché so quanto sia difficile incastrare gli impegni professionali con la formazione. Così ogni logopedista può seguire quando vuole, rivedere i video, approfondire i materiali con i propri tempi.
Se anche tu vuoi trasformare la teoria in pratica quotidiana, costruire progetti concreti con i tuoi bambini e dare una svolta ai tuoi percorsi riabilitativi, ti aspetto in Percorso Linguaggio.




